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Dott. Marco Ciattaglia

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Emorroidi: un problema a monte

Oggi parliamo di una delle affezioni vascolari più fastidiose. Le emorroidi.

emorroidiLe emorroidi sono delle infiammazioni della mucosa vascolare nella zona dell’ano. Queste possono coinvolgere sia la parte interna dell’intestino rettale, sia la parte esterna.In entrambi i casi l’infiammazione può portare ad un circoscritto rigonfiamento delle parete vascolare delle vene che in alcuni casi posso rompersi e sanguinare.


Ma qual è la causa che porta a questa infiammazione? L’aspetto alimentare non è da sottovalutare in quanto cibi molto calorici come il cioccolato e il peperoncino, possono predisporre la zona ed una infiammazione momentanea. Ci sono, però, delle cause che io chiamerei “idrauliche” che fanno delle emorroidi la manifestazione finale di una problematica ben più lontana.
Semplificando l’anatomia possiamo dire che tutto il sangue venoso proveniente dal nostro intestino viene raccolto in un unico grande vaso che è la Vena Porta. Quest’ultima ha proprio il compito di “portare “ questo sangue verso il fegato che è diciamo il depuratore del nostro organismo. Ora prima di entrare nel fegato la vena porta deve attraversare lo spessore di una legamento chiamato Epato-duodenale, all’interno del quale oltre la vena porta passano altre 2 importanti strutture: il coledoco e l’arteria epatica comune. Immaginate quindi un tubo di sezione triangolare con all’interno altri 3 tubicini più piccoli tra cui la nostra vena porta. Che potrebbe succede se questo tubo più grande stringesse il suo diametro? Comprimerebbe i tubicini interni. E’ proprio quello che succede nel caso delle emorrodi. Quindi questo restringimento sulla vena porta causa un rallentamento dell’afflusso del sangue venoso verso il fegato che nel tempo porta ad un maggior ristagno di questo sangue nelle zona periferiche come quelle del retto intestinale creando quindi la predisposizione all’ infiammazione e quindi all’ emorroide.
In osteopatia esistono tecniche specifiche per trattare il legamento epato-duodenale, allentando le tensioni che ne hanno provocato il restringimento e restituendo quindi a tutte le strutture vascolari che arrivano al fegato la giusta libertà e quindi la fisiologia . Non dobbiamo dimenticarci che le strutture anatomiche del nostro corpo sono sempre in stretta dipendenza le une delle altre, sia per una continuità dei tessuti , che per una correlazione neurologia. Quindi le tensioni fasciali che provocano aderenze e tensioni possono scaturire da molteplici affezioni che colpiscono il nostro sistema viscerale e ripercuotersi poi su organi e tessuti lontani dal punto di partenza .

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