Salute Osteopatica

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Dott. Marco Ciattaglia

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Osteopatia Strutturale

L’osteopatia strutturale è una tecnica che rappresenta una delle forme di medicina manuale più antiche e a più larga diffusione e pongono l’attenzione sul rilevamento e successivo trattamento di alterazioni di mobilità e funzione delle strutture articolari e periarticolari. Tale alterazione è chiamata disfunzione somatica. La disfunzione somatica è: una funzionalità alterata o danneggiata di componenti del sistema somatico (impalcatura corporea) in relazione tra di loro:strutture scheletriche, artrodiali e miofasciali, nonché gli elementi vascolari, linfatici e neurologici ad esse connessi. Le tecniche strutturali sono mobilizzazioni ad impulso (thrust) con alta velocità e bassa ampiezza. Sono tecniche dove non si richiede forza ma soltanto un’elevata precisione e abilità manipolativa da parte dell’osteopata, che deve applicare tali tecniche con accuratezza e soltanto dopo un’analisi approfondita. Sono state avanzate numerose teorie nello spiegare l’effetto terapeutico sulla disfunzione articolare manipolate con tecniche strutturali. Anzitutto è stato dimostrato che le capsule e le strutture articolari sono innervate e che alterazione di corrispondenza fra le due superfici articolari e i muscoli segmentari ad esse connessi causano un’alterazione dell’attività elettrica e di possibilità di movimento articolare. Inoltre molte ricerche sono state condotte sull’effetto di cavitazione in seguito a tecniche con impulso, in cui è stato dimostrato che eseguendo il thrust ha luogo all’interno dell’articolazione la cavitazione (ovvero il clik articolare che si sente) che corrisponde ad un cambiamento di materia in cui la sinovia (liquido che si trova all’interno dell’articolazione e la lubrifica) passa dallo stato liquido a quello gassoso per almeno 20 minuti e inoltre dopo il thrust si ha un periodo temporaneo di silenzio elettrico dei muscoli collegati segmentariamente alla struttura manipolata con un successivo periodo refrattario che precede il ritorno ad un’attività elettrica normale. Si ipotizza che i muscoli connessi segmentariamente ritornino a una funzione più normale, in seguito alla procedura di thrust e contribuisca ad una risposta terapeutica positiva.   

La medicina osteopatica sostiene il concetto di interdipendenza fra la componente strutturale e quella funzionale nella valutazione e nella terapia.
Ciò significa che gli osteopati ritengono che la struttura e la funzione siano due elementi che si influenzano ripetutamente. Ne consegue che un disturbo meccanico delle articolazioni vertebrali può alterare le funzioni dell’organismo. Le componenti meccaniche possono essere l’unica causa di un disturbo oppure una concausa. Le alterazioni delle strutture anatomiche del corpo non solo compromettono il normale funzionamento di muscoli, legamenti, tendini ed articolazioni, ma determinano anche disturbi funzionali del sistema nervoso e di quello circolatorio, i quali a loro volta, causano disturbi agli organi interni.

 

Ecco alcuni esempi di come una lesione strutturale vertebrale produce degli effetti nel sistema neurovegetativo e su altre strutture.

C1=  disturbi della circolazione cerebrale, della ghiandola pituitaria, cefalea
C2=  problemi oculari, affaticamento eccessivo, disturbi localizzati nei seni frontali.
C3=  nausea, nevralgia facciale,
C4= catarro,rinorrea
C5= infiammazione apparato respiratorio superiore
C6= cervicalgie, rachialgie
C7= disturbi della tiroide
T1= cervicobrachialgie
T2/T3 = dorsalgie, parestesie, cefalee, aritmie, bronchiti
T4/T5= ipotensione, congestione venosa stomaco, milza, cistifellea, pancreas, fegato
T6/T7= gastriti, possibili ulcere duodenali
T8/T9= coliche biliari, peristalsi irregolare, ritenzione idrica, ridotta funzionalità della milza con diminuzione delle capacità immunologiche.
T10= disturbi renali, dolori addominali
T11/T12= riduzione della funzione escretoria, disturbi della vescica, scarsa circolazione a livello delle ovaie, possibili cisti, abbassamento delle difese immunitarie
L1= stitichezza, diarrea, disturbi dell’intestino crasso
L2= disturbi circolatori agli arti inferiori, vene varicose, crampi, stitichezza, diarrea
L3= disturbi alla minzione,alla defecazione, impotenza, irregolarità mestruali, minacce di aborto, dolori alle ginocchia
L4= disturbi della prostata
L5= sciatica, disturbi circolatori arti inferiori
Sacro= dolori alla parte bassa della colonna , agli arti inferiori ed all’inguine
Coccige= coccigodinia, alterazione generale della postura, cefalee, disturbi uro-ginecologici

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